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La conquista della felicità

Un articolo di Mirto M, un partecipante al Programma di Educazione alla Pace tenuto nel Carcere di Opera, autunno 2025

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Il Programma di Educazione alla Pace, promosso da Prem Rawat e realizzato in numerosi contesti nel mondo, ha trovato nel Carcere di Opera (MI) un terreno fertile per riflessioni profonde e trasformative. L’autunno 2025 ha visto la partecipazione di detenuti a un percorso che, attraverso video, momenti di dialogo e condivisione, ha aperto spazi interiori di consapevolezza e serenità.

Il commento che segue è la testimonianza di Mirto: un partecipante che, con parole semplici e sincere, descrive come il corso abbia trasformato la sua percezione della vita quotidiana, portando alla luce la forza e la calma già presenti in ciascuno di noi.

Onestamente non sapevo come sarebbe stato il Corso di Educazione alla Pace. Avevo letto i tre libri scritti da Prem Rawat, ma durante il corso quelle parole che avevo letto hanno preso vita.

Abbiamo cominciato a parlare dopo aver ascoltato i video, facendo cadere  quel velo di pregiudizio che inevitabilmente ci avvolge.

Abbiamo ascoltato parole di indulgenza che per quello che ho visto hanno smosso qualcosa in ciascuno di noi.

Il mondo è così pieno di confusione e la confusione è contagiosa, ma in questi incontri, divenuti sempre più cari, abbiamo allontanato il germe malvagio della confusione, che quando ti contagia porta con sé una fatica tale che non si riesce a respirare.

Per farlo abbiamo smesso di guardarci attorno ma abbiamo iniziato a guardare la calma dentro di noi. È una scelta consapevole che porta a un magico ritorno: essere protagonisti della nostra vita.

Spesso crediamo di vivere, ma siamo tanto distratti che smettiamo di farlo.

Cerchiamo invano fuori qualcosa che già possediamo ed è insito in ogni persona:  la pace, la forza, la determinazione, la calma, la chiarezza, è tutto dentro di noi.

Basta sapersi ascoltare.

Se non lo capiamo non saremo mai veramente liberi e felici, ma per arrivarci serve consapevolezza. È un percorso nuovo, un’educazione alla pace.

Ogni giorno guardiamo al passato pensando a cosa abbiamo fatto e cosa potevamo fare, poi pensiamo: devo fare quello, domani, perché in futuro dovrò fare altro.

Non manca qualcosa? Si, manca vivere il presente, quel presente in cui spesso inseriamo il pilota automatico e così facendo, ci perdiamo inevitabilmente il viaggio.

A volte basta pensare: sono vivo, sono felice di essere vivo e allora affrontare la giornata sarà diverso. Vivere con il giogo del: devo fare questo perché solo così sarò felice è sterile e infruttuoso.

Questi incontri sono stati e sono importanti per me e credo seriamente che questo percorso possa aiutare tutti ad allontanarsi dalle distrazioni, ricordandosi l’essenziale.

Quando riusciamo a trovare questo in noi, ecco, allora è molto più facile affrontare la vita.

Per tutto ciò non posso che ringraziare le persone che si prodigano nel portarci tutto questo, un bagaglio prezioso che ci aiuta nella nostra vita relazionale, psicosociale, che ci fa vivere.

Posso solo auspicare che percorsi simili siano sempre più numerosi perché imparare ed essere educati alla pace non dà solo appagamento, fa fiorire la vita.

 Mirto M.

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